La Grande Bellezza framed

La Grande Bellezza (The Great Beauty)

La Grande Bellezza

Acrylic and Ink on Canvas 30x40cm

“4/7 marzo 2014 – Sono le 21. Questa sera si è cenato presto. Io e la mia dolce amata siamo pronti. Oramai sta per iniziare. Dopo una lunga attesa, assisi comodamente sul grande divano bianco ed a luci basse, cala il silenzio. Shhh… inizia!

La stanza adesso è buia ed ecco dallo schermo nero apparire una frase di Louis Ferdinand Céline tratta da Viaggio al termine della notte

“Viaggiare, è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione. Tutto il resto è delusione e fatica. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario. Ecco la sua forza. Va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città e cose, è tutto inventato. È un romanzo, niente altro che una storia fittizia. Lo dice Littré, lui non si sbaglia mai. E poi in ogni caso tutti possono fare altrettanto. Basta chiudere gli occhi. È dall’altra parte della vita.”

Quasi tre ore più tardi il film si chiude sullo sfondo di una bellissima Roma e sulle note di The Beatitudes di Vladimir Martynov.

Il film premio Oscar di Paolo Sorrentino, film grottesco ed intenso che, anche se a tratti difficilmente comprensibile, racconta proprio di un viaggio… un viaggio alla ricerca de La Grande Bellezza… la ricerca di quella sana e vivace spensieratezza che in gioventù aveva permesso al protagonista Jep Gambardella di vivere il suo primo ed unico vero amore e di scrivere il suo primo ed unico capolavoro, l’Apparato Umano, risultato di un vivo impegno sociale e di un fervore spentosi però gradualmente nel corso negli anni, in una vita divenuta priva di valori a causa del sempre più decadente e corrotto mondo circostante, capace solo di generare negli uomini misantropia.
Il film però ha un quasi inaspettato risvolto positivo e dopo l’incontro con la “Santa”, Jep, il re dei mondani, deciderà di ricominciare a scrivere perché nulla è del tutto perduto…

Terminato il film, rimasi francamente stupido dalla sequela di commenti negativi che lo accompagnavano in rete. Un film che avevo trovato bellissimo ed interessante, non era piaciuto ad un incredibile numero di internauti che lo avevano bollato come film brutto ed insensato, denigrandolo brutalmente probabilmente per non averne inteso (o forse fraintendendone) il profondo senso.

Decisi di dedicare un tributo al film che mi aveva portato a riflettere, lasciandomi senza parole e trovandomi totalmente d’accordo con il trionfo degli oltre 50 premi nazionali ed internazionali ricevuti al merito. Decido di rappresentare una delle tante scene che mi avevano colpito…

Dopo aver fatto l’amore con Orietta sullo sfondo dello splendido Palazzo Panphilj su Piazza Navona, Jep si sposta sul balcone a fumare una sigaretta ed il suo pensiero si fa voce: “la più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto 65 anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare”. Dopodiché si allontana, lasciando silenziosamente da sola la vanitosa e ricca donna senza arte né parte, pronta a far vanto dell’unica carta ancora in suo possesso… la bellezza.
Inizio così a disegnare la balconata ed apro lo sfondo anziché sui palazzi della piazza, su un immenso cielo stellato che dipingo con acrilici di diverse tonalità del blu, stemperate dall’intenso colore della notte a quello più chiaro delle luci della città e con tratti paralleli e decisi. Raffiguro Jep, ma scelgo di disegnarlo senza alcuna sigaretta in mano… nasce così il mio tributo, nasce ‘La Grande Bellezza’ “.


ENG

“March 4/7, 2014 – It’s 9pm. This evening we had dinner early. Me and my sweet beloved, we are ready. Now it is about to begin. After a long wait, seated comfortably on the large white couch and low lights, silence falls. Shhh … it’s beginning!
The room is dark now and from the black screen appears a sentence of Louis Ferdinand Céline from ‘Journey to the End of the Night’…
“Travel is useful, it exercises the imagination. All the rest is disappointment and fatigue. Our journey is entirely imaginary. That is its strength.It goes from life to death. People, animals, cities, things, all are imagined. It’s a novel, just a fictitious narrative. Littré says so, and he’s never wrong. And besides, in the first place, anyone can do as much. You just have to close your eyes. It’s on the other side of life.”
Nearly three hours later, the film ends on a background of a beautiful Rome, and to the sound of The Beatitudes by Vladimir Martynov.
The Oscar-winning film by Paolo Sorrentino, film intence and grotesque that, although sometimes difficult to understand, tells just of a journey… a journey in search of The Great Beauty… the search for the healthy and vibrant carefree that in youth had allowed the protagonist Jep Gambardella to live his first and only true love and write his first and only masterpiece, the ‘Human Apparatus’, result of a keen social commitment and fervor who died but gradually over the years in a life devoid values due to the increasingly decadent and corrupt world around them, only able to generate in men misanthropy.
The film, however, has an almost unexpected positive side and after meeting with the “Saint”, Jep, the king of the worldliness, decide to start writing again because nothing is completely lost…
After the movie, I was frankly surprised by the succession of negative comments that accompanied him on the web. A film that I found beautiful and interesting, it wasn’t like an incredible number of Internet users who had branded as a bad and foolish film, denigrating brutally probably because they didn’t understood (or perhaps misunderstood) the deep sense.
I decided to dedicate a tribute to the film that brought me to reflect, leaving me speechless and finding myself in total agreement with the triumph of the more than 50 national and international awards received for the merit. I decide to represent one of the many scenes that I was impressed by…
After making love with Orietta in the background of the beautiful Palazzo Panphilj on Piazza Navona, Jep moves on the balcony to smoke a cigarette and his thoughts become voice: “The most importatnt thing I discovered, a few days after turning 65, is that I can’t waste any more time doing things I don’t want to do”
Then he walks away, leaving silently alone the rich and vain woman, ready to make boast of the only card still in his possession… the beauty.
Thus I begin to draw the balcony opening the background, rather than on the buildings of the square, on a vast starry sky that I paint with acrylics of different shades of blue, softened from the intense color of the night to the lightest of the city lights and with parallel a precise strokes.
I depict Jep, but I choose to draw him without any cigarette in hand … so was born my tribute, was born ‘The Great Beauty’ ”

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