Xenofobia framed

Xenofobia

Xenofobia

Acrylic and Ink on Canvas 28x35cm

“7 gennaio 2014 – Il giorno del mio compleanno volge al termine, ma decido di completare la mia ultima tela, quella iniziata il 27 del mese precedente, proprio poco dopo il giorno di Natale.

Quel giorno, mi trovavo a Gela, nella mia casa di origine. Un servizio televisivo sulla paura del diverso mi aveva portato a riflettere sull’argomento, mentre nella mia mente iniziava a prendere forma un’immagine… decido così di prendere una tela ed inizio a disegnare.

Paura del diverso e non di certo discriminazione o odio, ma semplice timore umano di ciò che non conosciamo, di ciò che non comprendiamo perché diverso da noi, dal nostro modo di agire, dal nostro modo di essere… e così mi spingo oltre… decido di non soffermarmi su ciò che impaurisce piccole comunità o addirittura dei singoli, ma provo ad immaginare un senso di paura collettivo del diverso, paura di ciò che non si conosce nel globale, ciò che ipoteticamente un giorno potrebbe accadere… stupore e paura di prendere coscienza di non essere mai stati soli in uno sconfinato universo. Inizio quindi a disegnare un occhio inglobato in una specie di fluttuante navicella aliena sullo sfondo di uno spazio azzurro a noi ben noto… il timore di un incontro col diverso nel luogo a noi più prossimo, non il cosmo, bensì i nostri azzurri cieli… nasce ‘Xenofobia’ “


ENG

“January 7, 2014 – The day of my birthday coming to an end, but I decided to complete my last painting, the one that started the 27th of the previous month, just after Christmas Day.

That day, I was in Gela, in my home of origin. A TV program on the Scared Straight led me to reflect on the subject, while in my mind began to take shape a picture … so I decide to take a canvas and start drawing.

Scared Straight and certainly not discrimination or feelings of hate but simple human fear of the unknown, of what we don’t understand ‘cause different from us, from the way we act, from the way we are… and so I go over… I decide not to dwell on what scaresof individual or even small communities, but I try to imagine a sense of collective fear of difference, fear of what is unknown in the global, hypothetically what might happen one day … surprise and fear to become conscious that we have never been alone in a boundless universe. So I start to draw an eye incorporated into a kind of alien spacecraft floating in the background of a blue space well known to us … the fear of an encounter with the different in the place closest to us, not the cosmos, but our blue skies … born ‘Xenophobia’ ”

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